sabato 7 settembre 2013

Life is short.. wear a mini!

Oggi ho deciso di combattere la mia sociopatia e di andare con Julia e Xi al Lennox Mall per un po' di shopping.
Diciamo che la giornata è costata i suoi bei $50, di cui solo la metà in ACTUAL shopping (2 magliette utili).
C'è da dire che mi sono scoperta una dilettante dello shopping.. Julia è riuscita a farci passare un'ora e mezza da Victoria's secret per comprare alla fine un top e un profumo che le era stato commissionato da un'amica tedesca. Un'ora e mezza in un negozio in cui non puoi permetterti niente è un tempo infinito!! Però ho avuto modo di parlare con Xi e di conoscerla meglio.. in fondo è simpatica e probabilmente andremo d'accordo.
Purtroppo Wenjie non è riuscita a venire con noi, ma è riuscita a dimenticarsi le chiavi di casa quando è uscita stamattina, così da offrirmi un'ottima scusa per distrarre Julia dallo shopping e riportarci a casa. Ovviamente appena a casa ho scritto che c'ero e mi è stato detto che da lì a un'ora e mezza sarebbe arrivata.......per fortuna l'unica cosa che dovevo fare era stare sdraiata a letto a smaltire il pessimo viaggio in taxi del ritorno!
Il viaggio di ritorno mi è stato offerto insieme al fantastico racconto di questa che viene arpionata sulla strada di ritorno dall'università... il risultato è ovviamente che cercherò sempre di andare in palestra con qualcuno se ci vado la sera e che per il resto cercherò di non fermarmi mai oltre le sei in università. Devo controllare gli orari degli shuttle, ma quelli che posso prendere io non hanno degli orari così larghi come uno studente qualsiasi che non voglia essere violentato spererebbe.
Visto che il taxi mi è ancora sullo stomaco, mi concederò una cena a base di pane e acqua.. yay me!

giovedì 5 settembre 2013

Emory..first days!

Ciao!
Sono partita, arrivata e sudata. Diciamolo: Atlanta in quanto a umidità dà decisamente la m***a a Como.
E non solo per l'umidità.  Ma andiamo da  principio.
Il volo fino a Parigi è stato comodoso e cob lo stewart carino.. quello da Parigi ad Atlanta è stato comodissimo (tre sedili a disposizione, posto finestrino MIO) e mi hanno scambiato per francese, qundi non ho dovuto confrontarmi con il pessimo inglese delle hostess.
Arrivo, immigration rapida e incontro con la zia. Seguono indistint giorni, forse mesi, di ikea e supermercati.
Nel mezzo sono passata da quello che è ora il mio appartamento e questo breve passaggio ha giustificato circa 200 $ di spesa in aspirapolvere e detersivi vari..e temo la spesa non sia finita.....................

Cindy, la mia coinquilina, è cinese e ha un anno più di me. Odia le stupide regole che il suo governo le impone ma vuole tornare a vivere in cina dopo questi 2 anni negli states.
Mangia ginocchia di vitello a colazione e brucia il collo di maiale che doveva mangiare per cena. Se per caso ve lo steste domandando, la rsposta è: no, non sa nemmeno cosa sia una scopa. Ha del detersivo per piatti semi finito ma lava con l'acqua fredda e comunque puzza tutto..soprattutto il povero frigo pieno di carcasse di animale e dove bag.
L'appartamento ha una fantastica moquette color pulce ("ah, questo è il pulce") in tutte le stanze escluse bagno e cucina. Le pareti sono bianche con delle piccole macchioline nere: simpatici ragnetti che sto sterminando uno a uno!
Ieri sono entrata per la prima volta in un VERO campus ed è proprio come nei film. E non si può fumare in tutto il campus perché altrimenti gli scoiattolotti che ci sono magari non si sentono bene..
Sono stata in dipartimento e ho incontrato la segretaria di qui..speriamo di esserle simpatica, anche perché dovrò averci parecchio a che fare. Un usurpatore si è impossessato della MIA scrivania, che era ACCANTO alla finestra. Stamattina sono stata riassegnata a quella accanto.... mannaggia! Ho  comunque più luce che in Insubria!
Ieri pomeriggio ho fatto anche la sessione di orientamento. Due ore di stupide regole terminate con una italiana, una tedesca e uno spagnolo che si guardano perplessi per tutte le stupide cose che dobbiamo fare. Sembra una barzelletta, ma non lo è. Lo spagnolo è il famoso Estrada, autore del libro e degli innumerevoli articoli che ho studiato, editore di una delle due riviste esistenti al mondo nel mio campo. Ovviamente nei 4 mesi che starà qui girerà gli usa per conferenze e otterrà rimborsi per ciascuna. Bene, visto che è pagato da emory, per ognuna delle 20 conferenze dovrà ottenere una lettera che lo autorizzi a ricevere il rimborso.........

Vado a prendere il caffè con la tedesca. Scriverò ancora, , perché le idiozie mica son finite!

giovedì 15 agosto 2013

L'affitto

Non scrivo da parecchi giorni.  Finalmente siamo a ridosso della partenza per Emory.. il 31 è vicino!
Il panico sale, alimentato da tutto quello che so che dovrei sapere ma non so riguardo al posto in cui sto andando. Come sarà l coinquilina, come saranno i colleghi, come saranno ( se ci saranno ) gli amici. E come sarà trasfrirsi ancora e di nuovo da sola...
In realtà quello che per ora mi sta impegnando totalmente il cervello è lacparte burocratico-pratica della cosa.  Il conto in banca, le bollette, l'affitto. . L'immatricolazione, l'arredamento, gli esami e l'assicurazione sanitaria.
Sorvoliamo sull'ansia da supermercato, lavanderia, fermata del bus...

Però pensare a tutte queste cose mi manda in ansia, è vero, ma almeno non mi fa pensare al  fatto che rischio di perdere Ema.... quello sarebbe un prezzo ancora più caro del salatissimo affitto....

mercoledì 12 giugno 2013

Voglia di mare

Le giornate sono finalmente belle, si può stare fuori al sole e sio ho un ufficio senza finestre in cui piove... ironia della sorte.
Il lavoro procede lento, prima avevo l'ansia da prestazione per Lille, ora il prof. di Emory mi ha rassicurata e mi sento molto meno in tensione per la preparazione e lo studio. Certo, devo studiare.. ma non come prima. Chissà che mi credevo.. forse che mi interrogasse sul posto. Invece sembra entusiasta a prescindere di avermi a Emory.. e per un 6+6 mesi, non per un 12 filato come inizialmente si prospettava.
Sono un po' distratta dal mondo.. un po' le cose che devo fare mi annoiano e voglio andare in vacanza..
Ho un esame da fare entro fine luglio, ma la voglia non c'è perché non ho nemmeno ben capito cosa vogliono che io porti. Mi sono arrivati finalmente i due libri di reti che avevo ordinato e io vorrei studiare quelli. Quelli sono fighi, mica gli stupidi, pallosi metodi numerici. Una bella applicazione in cui la numerica entri solo per fare i test.. un po' di buona, vecchia, sana algebra lineare.. come usava una volta.
Chissà se ho fatto bene a decidere di fare il dottorato ina anlisi numerica.. io, povera teorica dei numeri mancata :(
Il tempo ce lo dirà..

martedì 7 maggio 2013

Quanto conto?

Abbiamo condiviso 3 anni della nostra vita assieme. Non senti la necessità di dirmi almeno che ti sposi? Come si fa a valere così poco quando stando assieme dicevi che ero tutto?
Sono contenta del fatto che ci sia un'altra, che ti sposi e che passi una bella vita.. ma davvero valgo così poco da non meritare di sapere una cosa così importante?

domenica 5 maggio 2013

una vita normale

Scrivo per lo più cose deprimenti, ma per me serve proprio a questo lo scrivere di tanto in tanto.
Scaricare e non pensarci più. O almeno non pensarci per un po'.

L'ansia per Lille cresce e con essa il nervosismo. L'esame sui tensori l'abbiamo fatto, finito, non ci si pensa più che i tensori ci fanno schifo.
Però cresce l'ansia per tutto il resto, per tutte le cose che vorrei sapere in vista della Francia e che ancora non so. Per l'incertezza di cosa sto facendo e del come lo sto facendo e del con chi. Sapessi esattamente che andrò con certezza ad Atlanta, che il prof di lì non è uno stronzo totale e che vado a fare qualcosa che mi aprirà la strada per un futuro certo e come lo voglio io... allora sì, sarei a posto!
L'incretezza è la cosa che mi sta uccidendo di più in questi giorni. Il non sapere se sono in grado, se domani sarò brava in questa cosa e il dottorato mi porterà ad iniziare un percorso accademico serio. Ho paura di trovarmi fra tre anni senza nulla di certo in mano. Anzi, certo non lo sarà di sicuro fra tre anni.. però la paura è quella forse di arrivare tra tre anni e di dover ricominciare da capo, come ho visto fare a più di uno. Con coraggio e con una forza data dalla competenza aquisita nei tre/quattro lunghi anni di dottorato.. per poi cosa?magari rimanere a piedi in realtà.. perché qui un dottorato davvero non vale niente.
Davvero non si da peso a gente che all'alba dei trentanni non può ancora comprarsi una casa e costruire una famiglia..perché? Perché si crede che non serva a niente il dottorato? Mi chiedo la gente chi creda che insegnerà all'università una volta che i professori che hanno insegnato a loro se ne andranno in pensione. C'è il problema di non avere idraulici qualificati, ma nessuno si preoccupa di capire che un giorno magari non ci saranno nemmeno professori qualificati o innamorati del mestiere. Perché nessuno di quelli che fanno un dottorato hanno intenzione di tornare qui e farsi la gavetta per avere un posto poco riconosciuto, in tutti i sensi, dopo anni e anni passati a girare per il mondo, saltando da un post doc all'altro, senza che a casa loro gli sia mai stata data la possibilità di fermarsi.. respirare.. amare qualcuno sul serio e costruire qualcosa che abbia un futuro più lungo di tre anni.
Io ho paura di non poter vivere una vita come l'hanno fatta i miei genitori. Sposandosi non tanto giovani (non tanto quanto mia nonna, per esempio), avendo dei figli e una vita tranquilla. Con tutti i pro e i contro che essa comporta, ma tutto sommato tranquilla. Non è questione di "accontentarsi", come spesso mi sento dire. Io non sto andando "oltre" perché "voglio di più".. io voglio arrivare a fare nella vita quello che penso di essere brava a fare. Credo di dover fare una vita accademica, mi sento portata per quello. Credo sia un mio diritto seguire la mia indole, fare ciò in cui riesco meglio (spero). Farlo o almeno provarci.
Credo sia anche però un mio diritto il mettere su famiglia o il poter seguire quello che sono stando vicino ai miei affetti, alle mie cose, a casa mia. Perché non posso? Perché non mi è concesso condurre una vita normale facendo quello che credo di saper fare? In fondo è tutta una questione di soldi. Forse un po' tutti noi che facciamo questi discorsi ci alziamo a urlare contro lo Stato che non ci dà il giusto riconoscimento solo perché 1000 euro al mese sono pochi per quello che facciamo.
Lavoriamo senza timbrare un cartellino, senza avere diritto a ferie o malattia.. ho conosciuto persone che lavoravano anche 20 ore al giorno per quei miseri 1000 euro al mese.
Io mi limito a 12, che comunque non sono poche.
La vostra fortuna è che questo lavoro è davvero un lavoro che va fatto per passione. Noi produciamo perché fa bene a noi produrre, perché cresciamo ogni giorno che studiamo qualcosa di nuovo, che risolviamo un problema nuovo, che non risciamo a cavare un ragno dal buco. Noi cresciamo e costiamo solo 1000 euro al mese. Ma forse dovremmo capire che questa crescita non riguarderà mai l'Italia, se noi non riusciamo ad esserle riconoscente per qualcosa. All'estero è diverso. Lì ti pagano anche per fare una tesi di specialistica. Perché il laureando sta producendo qualcosa, ricerca, accresce la sua cultura e aumenta le competenze e il prestigio dell'ateneo che lo ospita. All'estero il cervello di qualcuno è una risorsa, non una spesa, non un parassita della società che non ha diritto a niente, che non ha diritto ad una vita normale.